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lunedì 7 novembre 2011

L'Osservatorio Permanente Giovani e Alcol compie 20 anni



L’osservatorio permanente giovani e alcol compie 20 anni: è stato fondato nel 1991  con l’idea di far nascere un centro di elaborazione culturale sui fenomeni alcol correlati, nel quale fosse possibile integrare la dimensione sociologica del consumo di bevande alcoliche con quella psicobiologia ed economico-epidemiologica.
Lo studio mette in evidenza i cambiamenti avvenuti in questi 20 anni rispetto alla società italiana ed europea: gli stili di vita dei giovani sono molto cambiati soprattutto in seguito alla progressiva globalizzazione dei modelli culturali, legata ad internet e ai mass media.
Anche le modalità di consumo delle bevande alcoliche sono state influenzate da questi cambiamenti. In questi 20 anni l’osservatorio ha monitorato i cambiamenti e ha cercato di dargli un senso, in modo da poter evidenziare elementi utili alla prevenzione delle condotte a rischio.
Negli anni 90 l’attenzione si è incentrata soprattutto sulla conoscenza quantitativa del fenomeno. L’evoluzione del mondo giovanile e la comparsa di fenomeni come il “binge drinking” ha imposto l’utilizzo di metodologie di natura maggiormente qualitativa, che permettono di comprendere meglio i comportamenti a rischio dei giovani.

Le iniziative proposte dall’Osservatorio sono diverse:
-          la pubblicazione del numero monografico “I giovani e l’alcool: consumi, abusi, politiche. Una rassegna critica multidisciplinare” della rivista Salute e Società;
-          la pubblicazione, che avverrà a breve, di un glossario che contenga i termini utilizzati nella ricerca,  nella clinica e nella comunicazione in tema di alcol;
-          l’uscita di un package contenente un modello di alcolometro con un testo informativo sui rischi del rapporto alcol e guida, che sarà distribuito nelle farmacie italiane;
-          un convengo di studio, tenutosi in data 28 ottobre, alla presenza dei parlamentari europei, dei Ministeri responsabili, del mondo della produzione, per parlare delle prospettive della politica comunitaria in tema di alcol.

http://www.alcol.net/ 

domenica 9 ottobre 2011

Sobrio, alticcio o ubriaco? Te lo dice Facebook!




I ricercatori dell’Università del Winsconsin e dell’Università di Washington hanno creato uno speciale algoritmo che, attraverso l’analisi dei profili pubblicati su FB da 300 studenti, permette di ottenere e analizzare riferimenti all’uso di bevande alcoliche.

Gli studenti, tutti volontari (pena la violazione della privacy) hanno un ‘età compresa tra i 18 e i 21 anni e i ricercatori hanno analizzato il loro status sul noto social network.

Gli aggiornamenti sono stati suddivisi in tre categorie:
1.      updates che non fanno riferimento all’alcol
2. updates che contengono un riferimento all’alcol, ma non allo stato di ubriachezza
3.   updates che contengono parole come “ubriacarsi”, “sbronzarzi”, “sfasciarsi”, etc…

In seguito i volontari hanno compilato un questionario (AUDIT), volto a comprendere se i ragazzi avessero problemi con l’alcol.
Dall’analisi dei dati emerge che nessuno dei ragazzi che aveva uno status “sobrio” è stato identificato come una persona che fa abuso di alcol, mentre quelli che avevano di frequente status “da sballo” tendevano a superare la soglia d’allarme.
Sembra dunque che FB possa davvero essere un sistema che permette un monitoraggio attendibile della situazione dei giovani.

…mi sorge un dubbio, se i ricercatori dovessero costruire algoritmi per monitorare anche altri aspetti della nostra vita lo troverei inquietante. Pare infatti che già il mezzo sia utilizzato da malviventi per capire quando le persone sono in casa o quando l’accesso è libero…

Come sempre appare difficile capire qual è il confine che separa l’utilità e la funzionalità dell’uso di un mezzo (in questo caso FB) e la sua pericolosità, perché fornisce informazioni sulla nostra vita quotidiana a tanti amici e non.


mercoledì 7 settembre 2011

Alcol e internet

Secondo uno studio condotto dal Weill Cornell Medical College (New York) il consumo di alcol negli adolescenti è direttamente correlato al tempo passato in internet. A darne notizia è la rivista Addictive Behaviors, che ha riportato i risultati di un sondaggio anonimo che ha coinvolto 264 giovani residenti negli Stati Uniti di età compresa tra i 13 e i 17 anni. Nel link l'articolo completo: Cesda (Centro Studi e Ricerche su Dipendenze e AIDS)

martedì 30 agosto 2011

Quei giovani fuori dal bar

Il link rimanda ad un interessante post sui giovani e il bar.
Si tratta della riflessione di un genitore e insegnante che cerca di capire il cambiamento del comportamento dei giovani in relazione ad un luogo sempre molto frequentato: il bar.
Dal bar Mario della canzone di Ligabue, luogo di socializzazione di contatto ad un passaggio pedonale, quasi una vetrina, indice del movimento, o forse della ricerca di movimento dei ragazzi...

Quei giovani fuori dal bar, di Ilvo Diamanti

giovedì 25 agosto 2011

Operazione Naso Rosso

Operazione Naso Rosso è il nome di un'interessante iniziativa promossa dal Ministro della Gioventù e dall'Istituto Superiore di Sanità, realizzata da CSL e Modavi Onlus.
Si tratta di un’iniziativa aperta a tutti i giovani che frequentano locali notturni in modo da prevenire condotte pericolose alla guida.
L’obiettivo principale è quello di sensibilizzare i ragazzi all’assunzione di un comportamento responsabile ala guida e all’acquisizione di una maggiore consapevolezza dei danni legati all’uso/abuso di sostanze stupefacenti e bevande alcoliche.
Il progetto punta soprattutto sull’importanza del dialogo, attraverso la metodologia del counselling.
La particolarità di Naso Rosso è che i suoi operatori si muovono direttamente all’interno dei locali notturni, che collaborano con l’iniziativa.
Per ora sono 11 le province coinvolte, tra queste non ci sono ancora province sarde, ma ci auguriamo che questo possa avvenire presto.
Per maggiori informazioni visitate il sito di Operazione Naso Rosso:
http://www.operazionenasorosso.it/Home.aspx